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"Il dovere della politica e la politica dei doveri: la società si cambia con le virtù"

 




Introduzione

Il contesto odierno si presenta come un tempo di ripensamento e ricentramento politico e sociale, momento nel quale l’impegno civico è spesso inteso come un fatto opzionale, delegabile a pochi. Tuttavia, guardando alla storia e alla tradizione cattolica, cogliamo anche come il magistero sociale della chiesa veda nella politica un’espressione alta della carità e della responsabilità morale dell’uomo nei riguardi della collettività.

La tematica nella quale vogliamo immergerci e che ci interpella profondamente porta la seguente traccia: “Il dovere della politica e la politica dei doveri: la società si cambia con le virtù”. Tale espressione si offre come una pregiata opportunità per tornare a parlare di vocazione politica; vocazione da intendersi come servizio al bene comune e riflessione sul come la società possa essere trasformata da questo impegno generoso di uomini e donne virtuosi.

1. Doveri e diritti: una relazione ordinata

Nel dibattito pubblico sentiamo invocare la categoria dei diritti. Proprio questa, in modo ridondante, sembra porsi come l’unico linguaggio possibile, soprattutto tra i membri più giovani della collettività. Tuttavia, se da una parte avvertiamo la giustezza di questa posizione, perché una società non può lasciare inascoltati i diritti dei cittadini, lavorando sui diritti personali e comunitari, dall’altra parte è anche giusto rifarsi a un assunto che non può essere saltato: i diritti sono fondamentali nel momento in cui tutelano la dignità della persona e ne permettono lo sviluppo integrale. A questo si aggiunga che i diritti non possono essere disgiunti dai doveri, come più volte ribadito dal magistero sociale degli ultimi pontefici.

I doveri precedono i diritti in quanto esprimono la responsabilità della persona verso Dio, verso gli altri e verso la società. Una società che enfatizza i diritti, dimenticando i doveri, alimenta l’individualismo e il disimpegno. Circa questi argomenti, in modo efficace, lo stesso Benedetto XVI così scriveva nella Caritas in Veritate: “Un diritto non correttamente fondato nei doveri è destinato a trasformarsi in arbitrio” (CV, n. 43). Viceversa, una politica che nasce dal dovere si fonda sulla virtù e genera una cultura della solidarietà.



2. La politica come espressione della carità

San Paolo VI amava evidenziare come proprio “la politica fosse da ritenersi la forma più alta di carità”, soprattutto se vissuta con spirito di servizio. Tale espressione trova riverbero nel magistero sociale di Papa Francesco il quale, a più riprese, invitò i cristiani a non fuggire dalla politica ma a entrarvi con autentico spirito evangelico, con l’impegno di promuovere e conservare la pace. Infatti, secondo Papa Francesco, vi è autentica relazione e reciprocità tra la politica e il raggiungimento della pace in quanto: “La buona politica è al servizio della pace; essa si fonda sul diritto e sul dialogo leale tra i protagonisti”. Nel Messaggio del primo gennaio 2019 così leggiamo: “La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione”.

Serve il coraggio di un dialogo sereno mosso dal desiderio comune di attuare processi nuovi, adatti alle esigenze culturali e sociali del nostro tempo e ciò al fine di superare la visione di una politica funzionale radicata nell’esercizio tecnico-amministrativo della cosa pubblica affermando, invece, una visione vocazionale e missionaria della politica stessa. Una visione così collaborativa tra enti e agenti può davvero promuovere il bene prezioso della pace la quale, scrive ancora Papa Francesco: “è simile alla speranza di cui parla il poeta Charles Péguy; è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza”.

Così deve essere l’impegno di ogni cittadino, soprattutto credente; egli, secondo le proprie possibilità, partecipa alla costruzione della cosa pubblica, promuovendo leggi giuste, difendendo i più deboli e orientando le istituzioni verso il bene comune.



3. La società si cambia con le virtù

Il percorso che stiamo proponendo evidenzia come il cambiamento della società avvenga non per decreto o rivoluzione ideologica ma per incontro, per contatto. Serve una vera e propria conversione personale, una autentica testimonianza di fede che passi dal radicamento nelle virtù. Tale visione emerge in modo significativo dal magistero di Papa Benedetto XVI il quale, nella Deus Caritas Est, sottolinea come la giustizia non nasca da se stessa; essa è frutto di una coscienza formata, “misura intrinseca di ogni politica. […] La giustizia non è una creazione dello Stato, ma presuppone una retta comprensione dell’uomo.” (cfr. DCE, n. 28). Con parole più semplici e immediate diremo: senza uomini giusti, non esiste società giusta. Anche per questo la Dottrina Sociale della Chiesa insiste sulle virtù personali e sociali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, ma anche solidarietà e sussidiarietà. Solo una cittadinanza virtuosa può generare una politica rinnovata.

4. Il pensiero di Benedetto XVI e Papa Francesco

Mettendo in relazione il magistero sociale degli ultimi due pontefici, troviamo come Benedetto XVI abbia posto l’accento sul rapporto che intercorre tra verità e carità nella politica. Egli è fermamente convinto che l’esercizio di un ruolo attivo all’interno della politica non debba cedere ai facili consensi; il politico, invece, dovrebbe esprimersi muovendo dalla ricerca e dall’affermazione di ciò che è vero e giusto. Un Manifesto di tale pensiero lo troviamo nella Caritas in Veritate. In questa Enciclica, il Papa pone un appello alla responsabilità politica fondata sull’etica e sulla verità dell’uomo.

Con altri termini, egualmente incisivi ed efficaci, anche Papa Francesco chiama ogni cristiano a un impegno attivo a favore della società mediante una partecipazione alla cosa pubblica. Nella sua prima Esortazione Apostolica Papa Francesco denuncia la “globalizzazione dell’indifferenza” e la “corruzione etica” nella politica. Sono parole forti, ma non sono parole di chi cede alla costernazione. Infatti, carico di speranza per il futuro, nella Evangelii gaudium, mette in risalto come: “La politica, tanto denigrata, possa essere una forma altissima di carità, se è mossa da grande amore” (cfr. EG, n. 205).

Seppur per brevi cenni, tuttavia è possibile cogliere come entrambi i Papi concordino sul fatto che la politica debba essere incarnazione delle virtù e non gioco di potere o affermazione di un prestigio personale.

 



5. Conclusione: Una politica dei doveri, per una società giusta

Giunti al termine di questo percorso vogliamo evidenziare come non ci sia riforma autentica della società se non attraverso l’impegno libero e generoso di uomini e donne virtuosi. La politica dei doveri, intesa come responsabilità verso Dio e verso il prossimo, è l’unico cammino possibile per costruire una civiltà della verità e dell’amore. Come ribadito nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: “Il comportamento della persona è pienamente umano quando nasce dall’amore, manifesta l’amore, ed è ordinato all’amore. […] L’amore deve essere presente e penetrare tutti i rapporti sociali” (CDS 580-581).

Sorretti e guidati dall’esperienza forte e consolidata del magistero sociale della Chiesa è possibile riscoprire il significato cristiano della politica. È urgente aprirsi al novum che l’interazione sociale e politica richiede e provoca, da intendersi non come lotta ideologica ma come testimonianza concreta di conversione possibile. La Chiesa, infatti, ribadisce come cambiare la società significhi principalmente cambiare se stessi. Per fare questo dobbiamo tornare a scommettere sulla formazione della coscienza, sull’educazione al bene comune, sull’agire con giustizia e sul vivere con rettitudine in questo mondo. Solo così, oltre che dovere civico, la politica diventerà vocazione autentica al servizio e alla fraternità.

Sac. Simone Vittorio Gatto
Conferenza tenuta in data 29 aprile 2025 
in occasione del Convegno Organizzato dal Laboratorio di Arti Civiche


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