Tra pietra e silenzio Perché il silenzio era considerato una scuola Entrando oggi in un antico monastero, una delle prime cose che cerchiamo e che continua ad affascinare è la densità del silenzio. Lo immaginiamo nei chiostri, nei corridoi di pietra, nelle celle, davanti alle pagine di un codice. Eppure il monastero medievale non era affatto un luogo privo di suoni. C'erano campane, salmi cantati, passi, utensili, animali, lavori quotidiani. C'erano uomini che pregavano, lavoravano, discutevano e vivevano insieme. Il silenzio monastico non nasceva dunque dall'assenza del rumore. Era qualcosa da apprendere. Era un modo per imparare a non dire tutto, al fine di valorizzare meglio ogni cosa. La Regola di san Benedetto dedica un intero capitolo alla taciturnitas , la custodia della parola. Ed è significativo che Benedetto non presenti semplicemente il silenzio come un divieto di parlare. La questione è decisamente più profonda: riguarda il rapporto dell'uomo c...
Il blog "Sperare Oggi", a cura di don Simone Vittorio Gatto, si propone come uno strumento di riflessione e crescita, attraverso cui veicolare un pensiero spirituale, etico e culturale. Con uno stile accessibile e profondo, il blog invita i lettori a confrontarsi con le sfide quotidiane alla luce della fede, della morale e della cultura contemporanea; un invito a sperare nel presente, rinnovando il proprio impegno verso un mondo più giusto e umano.